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September 01

Convegno 08

Solo ieri con voi,
solo ieri tutto sembrava più facile,
solo ieri eravamo una grande famiglia,
solo ieri solo NOI con LUI,
solo ieri noi in adorazione di notte,
solo ieri noi in meditazione,
solo ieri noi camminando con i passi dell'altro,
solo ieri noi condividendo,
solo ieri noi ridendo,
solo ieri noi piangendo,
solo ieri noi giocando,
solo ieri noi imparando,
solo ieri noi insieme siamo tutto,
solo ieri noi che ci preoccupiamo di troppe cose,
una sola è la cosa di cui c'è bisogno,
solo ieri niente ci turbava, niente ci spaventava
solo ieri noi in confidenza,
solo ieri noi nelle nostre camere,
solo ieri noi a servizio a tavola,
solo ieri noi amicizie elette,
solo ieri noi oratorio,
solo ieri noi con Canepa,
solo ieri noi e le nostre croci,
solo ieri noi parlavamo con lo sguardo,
solo ieri noi e la nostra storia da raccontare,
solo ieri noi e le nostre scelte,
solo ieri noi catechisti,
solo ieri noi e le nostre lotte,
solo ieri noi imparando a chiedere aiuto,
solo ieri scatenavamo la gioia,
solo ieri forti perchè fragili,
 
oggi...io...senza parole...grazie...mi mancate già tanto...perchè...amare è perdonare, quando perdoniamo la luce di Dio scende su di noi...la felicità è nelle relazioni, nella condivisione...noi siamo ciò che doniamo e insieme diamo il giusto nome alle cose...noi gente fresca di Dio..."Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri." (Mt 10,30)
 
 
 PIU' BELLA COSA DI NOI NON C'E'E'E'!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
June 26

Der Schrei der Natur

CAMMINAVO LUNGO UN SENTIERO CON DUE AMICI.
IL SOLE STAVA TRAMONTANDO.
HO SENTITO UN SOSPIRO MELANCONICO.
IMPROVVISAMENTE IL CIELO DIVENTO' ROSSO SANGUE.
MI FERMAI, ESAUSTO, E MI APPOGGIAI ALLA STACCIONATA
CONTEMPLANDO LE NUBI SOSPESE COME SANGUE E LINGUE DI FUOCO
SUL FIORDO DI UN BLU QUASI NERO E SULLA CITTA'.
I MIEI COMPAGNI PROSEGUIRONO IL CAMMINO-
IO RESTAI LI' IMMOBILE TREMANDO PER LA PAURA E PER L'ANGOSCIA.
E SENTII CHE UN GRIDO INFINITO PERVADEVA TUTTA LA NATURA.
 
Edvard Munch
 
 
June 15

Teoria del Restauro/ CAP I

Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro.
 
Si restaura solo la materia dell'opera d'arte.
 
Il restauro deve mirare al ristabilimento della unità potenziale dell'opera d'arte, purchè ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogmi traccia del passaggio dell'opera d'arte nel tempo.

La Creazione

E Adamo chiamò coi loro nomi tutti gli animali, e tutti i volatili del cielo, e tutte le bestie della terra. Ma per Adamo non si trovava un aiuto simile a lui.
Mandò dunque il Signore Dio ad Adamo un sonno profondo; ed essendosi egli addormentato, gli tolse una delle coste, e ne riempì il luogo con della carne.
E con la costa che aveva tolta ad Adamo, formò il Signore Dio una donna, e gliela presentò.
E disse Adamo: «Ecco, questo è un osso delle mie ossa, e carne della mia carne; questa sarà chiamata donna
, perchè è stata tratta dall'uomo.
Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si stringerà a sua moglie, e saranno due in un corpo solo».
 

...A volte odio gli adulti...

A volte odio gli adulti...
quando non sono responsabili delle loro scelte,
quando queste scelte pesano sulle persone a cui dicono di volere più bene,
quando per colmare il loro silenzio si parlano addosso,
quando per non vedere i loro sbagli non guardano nemmeno te,
quando per non ascoltare ciò che non gli piace non ascoltano nessuno,
quando per la paura di risolvere un problema ne creano altri 2000,
quando negano l'evidenza,
quando per non piangere, fanno piangere te,
quando per non sentirsi soli nella sofferenza, fanno soffrire anche te,
quando per non seguire il cervello, non seguono nemmeno il cuore.
 
June 14

_I-TIROCINIO-I_

Tadam!! Dopo 6 mesi...precisamente 300 ore...ho finito tirociniooooo!!!
Yuppy!!!!!!!!!
In realtà non sono proprio felicissima, o meglio, si, sn stanca, e quindi almeno da adesso in poi, dedicarmi solo agli esami mi ci vuole...ma in qst 6 mesi sn stata davvero bene!! E' stata un'esperienza bellissima, e da una semplice attività di stagista come segretaria...questo periodo all'ICR mi ha dato la possibilità di fare delle cose bellissime...e mi ha stimolato molto la mente! Mi ha chiarito molto le idee sul dopo laurea, sulla scuola dell'ICR, e partecipare alle riunioni sulle riforme in atto tra università e ICR mi ha fatto anche capire come funzionano alcuni "meccanismi di potere". Gli avvenimenti particolari degni di nota sn stati tnt...la presentazione del libro "A scuola di restauro", con le migliori ultime tesi dell'ICR e dellOPD, le conferenze all'Accademia di S.Luca sul restauro del Maratta alla Farnesina e sul restauro e l'allestimento museale, le tesi degli alunni sono stato un momento olte che super formativo- fanno delle tesi che sn delle brande- molto emozionante! Mi sono affezionata a tutti!! E come non ricordare la lezione del prof. Bruno Zanardi sul ciclo francescano ad Assisi, l'organizzazione del cantiere della pittura a fresco nel Medioevo e il rapporto tra restauratore e opera d'arte;la mostra sull'Annunciazione di Antonello da Messina; vedere le due tele di Sebastiano del Piombo in restauro e le visite con la prof.ssa D'Agostino! Una delle cose più belle al di là di tutto, è stato il rapporto che si è creato con tutti, gli allievi, Gigi, Liviana, Carla, Laura, Gianni e il prof. Bonelli...dovrò tornare lì all'ICR per fare le ricerche per la tesi in biblioteca, ma cmq li sarei andata a trovare...fosse solo per rinnovare il mio Grazie per tutto quello che mi hanno dato. Di cose da dirvi ce ne sarebbero davvero tnt, perchè ogni giorno è stato un arricchimento!! Non posso che essere davvero entusiasta per questa esperienza che mi ha dato tnt carica, fare tesoro di tutto...e andare avanti a gonfie vele...dajeee!!!
June 08

***___EvErYbOdY hUrTs By ReM___***

When the day is long and the night, the night is yours alone,
When youre sure youve had enough of this life, well hang on.
Dont let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes.

Sometimes everything is wrong. now its time to sing along.
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think youve had too much of this life, well hang on.

Everybody hurts. take comfort in your friends.
Everybody hurts. dont throw your hand. oh, no. dont throw your hand.
If you feel like youre alone, no, no, no, you are not alone

If youre on your own in this life, the days and nights are long,
When you think youve had too much of this life to hang on.

Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. and everybody hurts sometimes.
And everybody hurts sometimes. so, hold on, hold on.
Hold on, hold on. hold on, hold on. hold on, hold on.

 

Quando il giorno è lungo e la notte
La notte è tutta tua
Quando sei sicuro di averne avuto abbastanza
Di questa vita, beh, stringi i denti
Non lasciarti andare
Tutti piangono
E tutti stanno male a volte

A volte è tutto sbagliato
Adesso è il momento di cantare insieme
Quando il tuo giorno è solo notte, tieni duro, tieni duro
Se ti sembra di star mollando, tieni duro
Quando pensi di averne avuto abbastanza
Di questa vita, beh, stringi i denti

Tutti stanno male
Approfitta dei tuoi amici
Tutti stanno male
Non mollare la presa, oh no
Non mollare la presa
Se ti senti come se fossi solo
No, no, no, non sei solo

Se te la cavi da solo in questa vita
I giorni e le notti sono lunghe
Quando sei sicuro di averne avuto abbastanza
Di questa vita per stringere i denti

Beh, tutti stanno male a volte
Tutti piangono
E tutti stanno male a volte [x2]
Quindi tieni duro, tieni duro
Tieni duro, tieni duro [x3]
Tutti stanno male
Non sei da solo

June 07

Una Grande Verità

Dopo 40 sani minuti al telefono con Barbara, elaborando tutte le nostre discussioni e teorie, è nata questa piccola, grande perla di saggezza:
 
"L'uomo più intelligente della terra è più stupido della donna più stupida della terra."

Indiana Jones (?)

 
Allora io ho un appello da fare, sta cosa è di una tristezza unica, ma non mi rimane niente altro da fare, tutto mi considero fuorchè una che non esce, che sta sempre a casa a morirsi di pizzichi e che non ha amici, ma è possibile che in 2 settimane nessuno ha trovato il tempo di accompagnarmi a vedere questo film di cui aspettavo l'uscita da una vita?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!
Siete tutti delle brutte merdeeeeeeeee!!!!!!!!!
Vi odio tuttiiiiiiiii!!!!!!!!
AAA cercasi accompagnatore non perchè non sia normodotata o autosufficiente, ma perchè io voglio andare a vedere HARRISON!!!!!
Uffaaaaaaaaa!!!!!!!!!
Mi lasciate tutti da solaaaaaaaa!!!!!!!!

----->>>>>WhY<<<<<-----

 
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
Perchè
 
...per ognuno di questi perchè ho mille punti interrogativi...PERCHèèèèè...Signore ti prego continuami a farmi fare mille domande, ma fammi trovare qualche risposta...
UFFFFFFFFF!!!!!!!!!
Che ho fatto di male?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!
May 21

...Argan...

La salvezza non è nella ragione che fa progetti,ma nella capacità di vivere con lucidità la casualità degli eventi 

(Argan)

 

 

Ps: grazie a Emilia per avermi fatto conoscere qst frase...ma una cosa la sapevo...Giulio Carlo è Giulio Carlo...inimitable...

Vote Emily!

La mia amichetta dell'uni Emilia, partecipa a un concorso letterario organizzato dal teatro Palladium, il teatro di Roma 3...ha scritto una poesia bellissima...si chiama CADDI...e il suo username è Emils...la poesia è...bellissimaaaaaaaa!!! Mi aiutate a farla vincere? Per votarla dovete andare sul sito del teatro palladium, al link "sentieri comunicanti", iscrivervi, e votarla! GRAZIEEEEEEEE!!!!!!!!!
 
 
(NdR: Regà se continuo a fracicarmi sotto la pioggia come questi due giorni, mi verranno le branchie...AiutoOo...affogoOo...servono i RemIiI...glu glu glu!!!)
May 20

Cesare Brandi

« Della cultura non si dà ricetta: ma, poiché la cultura non è l'erudizione, cultura diviene solo quella che, entrando a far parte della conoscenza, accresce la coscienza. »
(Cesare Brandi, Carmine, o della pittura)

Cesare Brandi (Siena8 aprile 1906 – Vignano19 gennaio 1988) è stato uno storico dell'arte, critico d'arte e saggista italiano, specialista nella teoria del restauro.

Vita e opere [modifica]

Cesare Brandi si è laureato in Lettere all'Università di Firenze nel 1928. Storico d'arte di formazione si è contraddistinto per una poliedrica attività che lo ha visto scrivere sia nell'ambito della estetica contemporanea (di formazione crociana) sia di teoria del restauro senza considerare il lungo elenco di libri nati come diari di viaggio. Per anni, inoltre ha scritto fondi sul quotidiano "Corriere della Sera" sul tema dell'ambiente, la protezione del patrimonio, i restauri più o meno fortunati.

Neolaureato, nel 1930, Brandi riceve l'incarico, presso la Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di Siena, di riordinare, catalogare e sistemare la collezione dei dipinti dell'Accademia di Belle Arti di Siena nella nuova sede di palazzo Buonsignori.

Brandi, ventiseienne, nel 1932 dedica il suo primo saggio d’arte contemporanea a de Pisis dopo aver visitato lo studio parigino dell’artista. Nel 1933, vinto il concorso per Ispettore nei ruoli della Amministrazione delle Antichità e Belle Arti passò alla Sovrintendenza ai Monumenti di Bologna. L'incarico durò circa tre anni e durante questo periodo trascorso nella città si occupò di organizzare un primo laboratorio di restauro e la "Mostra della Pittura Riminese del trecento" del 1935.

Nel 1936 assunse funzioni ispettive presso la Direzione Antichità e Belle Arti e successivamente venne nominato Provveditore agli Studi di Udine da dove fu trasferito con responsabilità miste di provveditorato e di Soprintendenza nel Governatorato delle isole italiane dell'Egeo. Nel 1938 venne richiamato a Roma e, su proposta di Giulio Carlo Argan gli venne assegnato l'incarico di realizzare il Regio Istituto Centrale del Restauro (oggi Istituto superiore per la conservazione ed il restauro), divenuto rapidamente la massima istituzione statale italiana attiva nel campo del restauro dei beni culturali e del quale mantenne la carica di Direttore per un intero ventennio.

Oltre ai meriti di carattere amministrativo per la difficoltà nella gestione dei primi anni di vita dell'ICR va sicuramente sottolineata la caparbietà con la quale Brandi si rivolgeva al Ministero. La creazione dell'ICR viene ricordata come un esempio di istituzione statale attenta al rapporto tra teoria del restauro, coscienza del fare conservazione, e pratica del restauro con caratteri ancor oggi imitati e studiati di lavoro inter-disciplinare. L'ICR venne diretto da Cesare Brandi sino al 1961. A partire da quella data l'impegno di Brandi si è orientato verso l'insegnamento della storia dell'arte. Brandi ha insegnato prima nell'università di Palermo (dove ha formato una nutrita schiera di discepoli tra i quali ricordiamo Michele Cordaro, Maria Andaloro e Giuseppe Basile) e poi in quella di Roma.

Numerosi da allora sono gli scritti nell'ambito della critica d'arte. Numerose anche le produzioni in ambito giornalistico: per anni fondista culturale del "Corriere della Sera" Brandi è autore, nel 1975, dei testi di una serie di straordinari documentari televisivi titolati A tu per tu con l’opera d’arte, frutto della collaborazione tra lo stesso Brandi e Franco Simongini (1932 +1994) notissimo regista di documentari d'arte.

Una completa biografia si trova nel sito dell'Associazione amici di Cesare Brandi.

Arnaldo Canepa

VITA DI ARNALDO CANEPA Fondatore del C.O.R.
(24/09/1882 - 2/11/1966)

Nato da famiglia benestante, amava i divertimenti, conducendo a Roma una vita spensierata.  Proprietario di un ristorante conosciuto ed apprezzato, brillante conversatore, con abilità riusciva ad intrattenere artisti ed intellettuali che frequentavano il suo locale.

  Uomo razionale, era simpatizzante per la massoneria anticlericale del suo tempo. Improvvisamente, una sera del mese di maggio, nel 1921, ascoltando le parole di un prete che parla di Maria, la sua vita viene sconvolta. Uomo di temperamento forte, decide senza tentennamenti di dire il suo sì, a questa coraggiosa scelta sarà fedele per 45 anni fino alla morte. Rinuncia a tutti i suoi beni e si riduce a vivere in francescana povertà.

Nella Roma del dopoguerra, in un tessuto umano e sociale lacerato, senza speranza, Canepa sceglie di servire i poveri tra i poveri; sporchi, chiassosi, esposti a cento pericoli, trascurati dagli adulti: i bambini.

A loro dedicherà ogni sua energia, ogni suo avere.
Per i fanciulli e per i giovani, Canepa fa la scelta dell'Oratorio, come proposta educativa, capace di tradurre il suo atteggiamento di attenzione ed accoglienza senza limiti e riserve.
Per loro, insieme ad altri laici, fonda un'associazione, di volontari, al servizio della Diocesi di Roma, che ottiene il riconoscimento giuridico della Chiesa: il Centro Oratori Romani.

La chiesa lo considera un modello da seguire e quindi lo ha dichiarato Servo di Dio.

E' tutt'ora in corso la causa per la sua Beatificazione.

La chiamata
Come membro del Terzo Ordine di S Francesco Canepa visitava tutte le settimane i bisognosi del Quadraro. Di bisognosi, in quegli anni, ce n’erano tanti! Si interessò però presto all’attività d’un gruppo di studenti e giovani professionisti che il venerdì santo del 1927 avevano fatto con me la promessa a Gesù di dedicare il loro tempo libero a radunare i giovani e a istruire i ragazzi della periferia. Avevamo scelto come zona di apostolato il Quadraro e Centocelle. Con il consenso e l’incoraggiamento del Parroco di S. Maria del Buon Consiglio al Quadraro, stavamo organizzando un circolo giovanile e un oratorio. Il "signor Arnaldo" si associò presto al nostro lavoro. Diventò catechista.

In quella parrocchia periferica Arnaldo Canepa aveva scoperto la sua vocazione: sarà catechista per 40 anni, fino alla morte. Qualche signore della Conferenza di S. Vincenzo si unì a lui e la direzione delle Conferenze romane, con il suo gentilissimo Presidente, il Conte Pietromarchi, terziario di S. Francesco anche lui, s’interessò sempre attivamente ai suoi sforzi. Trovò ardenti e fedeli collaboratori fra i confratelli del terzo Ordine cui era stato aggregato nel 1922. Di quei generosi fratelli ricordiamo con affetto il fedele comm. Giuseppe Crivelli, attualmente vice presidente del C.O.R.

Di Oratori per i ragazzi ce n’erano rimasti ben pochi a Roma. Nelle zone periferiche, sempre più estese e popolate, non ce n’erano affatto. Nessuno girava per le borgate per invitare i ragazzi a suon di campanello a lodare il Signore e sentire la sua parola come aveva fatto S. Filippo – "Pippo buono" – nella Roma del 500. Eppure quanti ragazzini per le vie e per le vie e per i prati! Ne venivano, si, ogni anno un buon numero al Catechismo, in quaresima, per la preparazione alla prima Comunione. Qualcheduno si vedeva anche alla dottrina la domenica pomeriggio: la periferia romana non era per nulla pagana come quella di altre metropoli. Vi abitavano anche buonissime persone. La maggior parte delle famiglie aveva conservato la fede e anche la morale e comunque ci teneva che i loro figli conservassero l’uno e l’altro. Ma come avrebbero potuto dedicarsi regolarmente a questi loro piccoli, ma numerosissimi parrocchiani, i poveri Parroci della periferia, pochi, isolati, sprovvisti di mezzi, occupatissimi? V’erano dei confratelli generosi che la domenica prestavano loro un aiuto. Il Cardinale Traglia che per tanti anni fu poi Vicario di Sua Santità, quando era ancora ufficiale di propaganda fide, celebrava, confessava e predicava nei giorni festivi a Centocelle in un padiglione di eternit emigrato colà dalla esposizione missionaria Vaticana del ’25.

Un’ Opera provvedeva, con molto impegno e generosità, alla bonifica spirituale dell’Agro romano.
Ma nella immediata periferia di Rima, sorta quasi all’improvviso, un campo vastissimo non coltivato da nessuno, si offriva ai laici di buona volontà. Arnaldo Canepa vedeva non solo l’opportunità ma la necessità assoluta degli Oratori, quella necessità che, trenta anni dopo, sarà così vivamente sentita dall’Arcivescovo di Milano, l’attuale Sommo Pontefice: "l’Oratorio ci appare, dichiarava il 3 ottobre 1959, sempre necessario, sempre attuale… Nessun altra forma di assistenza lo può sostituire. E non mi dica, insisteva il 14 maggio 1961… abbiamo adesso altre istituzioni, abbiamo campi sportivi, abbiamo cinematografi… Abbiamo un mondo che si apre ma che non accoglie i ragazzi come l’Oratorio tende a fare… perché le altre istituzioni non bastano!"

Totale dedizione
Tutta la vita del comm. Canepa resta per laici e sacerdoti una lezione attiva di completa dedizione alle anime dei "piccoli", di inalterato abbandono alla volontà Divina di filiale fiducia nella protezione di Maria. Quando non lavorava in qualche Oratorio, quando non era intento a scrivere, correggere ritoccare o riscrivere i suoi meditatissimi appunti, Canepa pregava. Le sue relazioni con Dio erano intime e semplici come l’impostazione di tutto il suo servizio. La linfa divina scorreva in lui regolare, e, come aveva promesso il Redentore, dava frutto. Le due grandi devozioni tradizionali cattoliche: la devozione all’Eucarestia e alla Madre di Dio alimentavano la sua vita. In tutti i convegni voleva che una giornata fosse dedicata all’adorazione e alla glorificazione di Gesù Sacramentato, come anche alla devozione Mariana. In ogni circostanza aspettava molto dalle preghiere dei bambini: " sembrava inverosimile" diceva, "che quelle" "Ave Maria" dette tante volte con distrazione dai bambini siano pur così gradite a Maria"! Si, meglio di chiunque, sapeva che Maria aveva fatto per lui grandi cose e non dubitava che avrebbe continuato a farne altrettanto per la sua opera. Ad essa lasciava per testamento i beni che gli erano rimasti.

La grande festa
La chiamata del Signore venne all’improvviso. Lo trovò preparato.
Nella festa d’Ogni Santi, di notte, fu trovato steso per terra, ansante, senza conoscenza, colpito da congestione celebrale. La sera del 2 novembre si estinse. Piano piano era scivolato, pensiamo, come un bambino estenuato nelle braccia della Mamma.

Ad un terziario, suo amico ed antico collaboratore, Ugo Nofri, che gli aveva mandato un suo libretto intitolato "Moriamo con gioia", aveva scritto: ti stai adoperando per togliere la paura della morte dal tuo prossimo, ma per me non c’è bisogno. Io trascorro la mia vecchiaia come una piacevole vigilia in attesa della gran festa e la prospettiva della vicina morte anziché timore mi da un gran senso di distacco e di pace". Dopo il penoso trapasso il suo volto riprese i tratti di pace e bontà che gli erano caratteristici. Sorrideva. Certo, gli Angeli di tutti i suoi piccoli Oratori, quegli Angeli "che, nei celi, vedono sempre il volto del Padre" (Matt. 18,10) l’avranno scortato, cantando alla gran Festa

http://www.centrooratoriromani.org/fondatore/canepa.pps

May 11

XX SECOLO

"Pietà per noi che continuiamo a combattere ai confini dell'illimitato e di ciò che verrà, pietà dei nostri errori, pietà per i peccati" (Guillaume Apollinaire)
 
"Ogni oggetto artistico è un luogo di convergenza dove si trova testimonianza di un numero più o meno grande, ma quasi sempre considerevole di punti di vista sull'uomo e sul mondo" (Pierre Francastel)
 
"Arte è tutto ciò che gli uomini hanno chiamato arte" (Dino Formaggio)

-Il Quattrocento a Roma-

A Roma nel Trecento e nel primo Quattrocento il volgare romanesco, anche se demonizzato da Dante Alighieri, vigoreggiava; nel secondo Quattrocento è marginalizzato dal latino, che domina la scena alla ricerca di una lingua perfetta modellata sui grandi dell'antichità.
 
Abbiamo decretato da tempo, e in questo ci impegniamo con ogni cura, per la comune utilità di tutti gli studiosi, in modo da avere una biblioteca pontificia di codici latini e greci pari alla dignità del pontefice e della Sede Apostolica e già cominciamo ad avere, tra i testi che sono stati trovati, la maggior parte di ogni genere di scrittori.
(Breve di Niccolò V a Enoch d'Ascoli, redatto da Poggio Bracciolini)
 
                                                                                        

o°0 GiSeLlE 0°o

ATTO I° - In un villaggio durante la vendemmia
Loys e Giselle si amano, anche se lei crede che lui sia un semplice paesano. In realtà Loys, travestito da contadino, è il Duca Albrecht, destinato a sposare la figlia del Principe di Curlandia, Bathilde. Wilfried, suo amico, tenta invano di fargli capire che così facendo porterà solo sofferenza alla povera Giselle.
Hilarion, il guardiacaccia, anch'egli innamorato della fanciulla che fu sua compagna d'infanzia, dubitando della sincerità di Loys tenta di metterla in guardia, ma Giselle non lo vuole ascoltare, proprio come non vuole accettare i consigli della madre Berthe che le proibisce di danzare poiché malata di cuore.
Berthe racconta la leggenda delle Villi, fanciulle innamorate della danza, morte a causa del tradimento dei loro promessi prima delle nozze e costrette a vagare per la foresta alla ricerca di uomini con i quali danzare fino all'alba.
Un corno annuncia l'arrivo di un corteo di caccia: Hilarion si nasconde e vede Loys inquieto. Entra allora nella sua casa e trova la spada con lo stemma che ne attesta l'identità. Il corteo dei cacciatori arriva. E' guidato dal Principe di Curlandia e accompagnato dalla figlia Bathilde. I contadini preparano un banchetto e danzano in onore degli ospiti e mentre i cacciatori si allontanano Bathilde conversa affettuosamente con Giselle, ma Hilarion richiama i cacciatori e Bathilde, scorgendo Loys lo riconosce come il suo fidanzato Albrecht e lo comunica a tutti.
Sconvolta dal dolore Giselle impazzisce e muore tra le braccia di Albrecht.


ATTO II° - Nella foresta a mezzanotte
Hilarion, tormentato dai rimorsi, vaga nella foresta pensando a Giselle. Sente intorno a se una presenza irreale e, spaventato, fugge.
Myrtha, la regina delle Villi chiama le compagne a raccolta e accoglie Giselle nel loro mondo irreale.
Le Villi, scorto Hilarion, si lanciano al suo inseguimento.
Albrecht, pazzo di dolore, si dispera sulla tomba di Giselle. La fanciulla, commossa, gli appare e cerca di confortarlo. Poi lo nasconde sentendo l'avvicinarsi delle Villi che, trovato Hilarion, lo costringono a danzare fino alla morte.
Anche ad Albrecht tocca la stessa sorte. Invano Giselle scongiura le Villi di risparmiarlo ma di fronte al loro rifiuto danza con lui sorreggendolo fino all'alba.
Ai primi raggi del sole che nasce, le Villi scompaiono e, con loro, scompare Giselle. Albrecht è salvo ma rimarrà solo per sempre.

0°o SwAnLaKe o°0

Atto I

Il principe Siegfried festeggia il suo ventunesimo anno di età nel parco del suo castello senza aver ancora preso moglie. Alla festa del paese assiste alle danze, mentre la madre lo rimprovera e gli chiede di prendere moglie, per poi andarsene. La festa continua tra le danze e il principe vi partecipa: il precettore di Siegfried pensa che non si addicano tali danze ad un principe e lo rimprovera. In lontananza compare un volo di cigni: vi sarà una battuta di caccia.

Atto II

La scena si sposta al lago, dove un mago sta curando i suoi cigni: questi sono incantati. A mezzanotte infatti si trasformano in incantevoli fanciulle: non appena il principe e gli altri cacciatori iniziano la battuta di caccia, una giovane, Odette, la regina dei cigni, in sembianze umane appare davanti a loro per proteggere i cigni. Siegfried decide dunque di invitarla al suo ballo per le nozze, ma la regina è sotto un incantesimo e non potrà sposarlo. Il principe, nonostante l'incantesimo, giura fedeltà ad Odette e all'alba il mago richiama a sé i cigni.

Atto III

Tutti gli invitati arrivano in corteo e Sigfried, insieme alla madre, cercano una possibile moglie. Sei ragazze ballano per il principe, che però rifiuta cortesemente. Inizia allora l'intrattenimento per gli invitati a corte, con danze folcloristiche.
Al ballo, annunciati dalle trombe, arrivano il mago e sua figlia, Odile, alla quale ha dato le sembianze della regina dei cigni, Odette. Dopo un
passo a due, Siegfried dichiara il suo amore per Odette, alla presenza però di Odile trasformata: la regina dei cigni cerca invana di metterlo in guardia attraverso una visione magica, ma ormai la dichiarazione è fatta. La sala da ballo si oscura e il mago scoppia in una fragorosa risata.

Atto IV

La scena ora si sposta nuovamente al lago, dove Siegfried cerca Odette, tradita dalla dichiarazione d'amore fatta ad Odile. Sigfried implora il suo perdono, ma Odette muore di crepacuore tra le sue braccia. Dal lago si alza un'onda e Sigfried muore affogato. Nel finale il famoso tema del cigno finisce col prevalere sulle altre idee musicali fino a trasformarsi in una grande marcia trionfale per indicare la vittoria dell'amore sulla morte. Improvvisamente l'orchestra tace e lascia protagonisti l'arpa ed i violini per chiudere serenamente la tragedia amorosa. Il balletto si conclude con poche battute di piena orchestra, in un'atmosfera serena e fatata

May 07

Dall'età neoclassica all'Impressionismo

L'unica via per noi di diventare grandi e, se possibile, insuperabili, è l'imitazione degli antichi"  (Johann J. Winckelmann)
 
"Il mondo non può diventare tutto un'officina...come si andrà imparano l'arte della vita si troverà alla fine che tutte le cose belle sono anche necessarie" (John Ruskin)
 
"L'arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l'oggetto e il soggetto" (Charles Beaudelaire)
May 02

TESI TESI TESI TESI TESI

In data 30 Aprile...è successa una cosa bellissima...alle ore 14,00 ero di fronte la stanza di ricevimento del Prof.Micheli che insegna Storia e Tecnica del Restauro...lui è arrivato alle ore 14e30...io ero la prima...tremavo come una foglia...già a Dicembre ero andata a parlare con lui...ma non era andata un granchè...mi siedo...Signorina, mi dica, cosa desidera?...Buongiorno Professore, mi chiamo Veronica D'Ortenzio, a dicembre le avevo chiesto di farmi da relatore per la tesi, ma, giustamente, con un tirocinio da 300 ore da fare e ancora 10 esami in cantiere...mi disse che era prematuro parlare di tesi...in questi mesi sono andata avanti con lo stage all'ICR e ho dato una bella scremata ai miei esami...ora me ne mancano 4 (bugiaaa!)...quindi ho ritenuto opportuno ritornare da lei per decidere assieme l'argomento e iniziare le ricerche. Lui scorre i suoi appunti...si è vero...mi ricordo di lei...signorina ma non è possibile, come fà a ripresentarsi da me dopo 4 mesi, ma scherziamo?? Io i ragazzi ho bisogno di incontrarli, di mantenere un rapporto con loro...lei è sparita...Professore ma io ho aspettato che mi mancassero meno esami e di andare avanti con il tirocinio, le chiedo scusa...Signorina mi scusi, ma qui io ho scritto che lei si vuole laureare a Luglio, tra 2 mesi?!?...ma Professore, non è vero, ci saremo capiti male a Dicembre, mai pensato di laurearmi a Luglio...Signorina, scusi, e quando si vorrebbe laureare???...io piccola tipo briciolina...a Novembre?!?...No, Signorina, ma che scherziamo?!? è troppo tardi, lei è sparita, c'è l'estate di mezzo...io non sono come tanti miei colleghi che snobbano la triennale, mi pagano per insegnarle qualcosa e il momento della tesi anche se triennale, è un momento di didattica capitale...Io volevo mettermi a piangere...solo all'idea di dover aspettare Febbraio per laurearmi volevo morire...ho pensato....Madonnina mia aiutami tu, io non so che fare?...ho continuato...Professore, io sono d'accordo con lei..anche io ci tengo a fare un bel lavoro di tesi, si figuri...Il professore stizzito mi fà...Veronica, lei ha qui con lei il suo piano di studi?? Io per caso, per puro caso (o forse no?) avevo il mio piano di studi, in realtà avevo con me quello non approvato dalla Presidenza, perchè essendo che già so (perchè me lo hanno detto i ragazzi che hanno fatto lo stage all'ICR prima di me) che mi daranno più punti di credito per il tirocinio visto le mille ore che facciamo in più, ho già modificato il mio piano di studi, senza aspettare che finito lo stage mi comunichino i crediti dalla segreteria, e solo allora possa fare le modifiche (che poi quelli della segreteria sono troppo lenti ufff)...vabbè mi sono già modificata il piano di studi e lo avevo con me...tanto a lui gli interessavano gli esami già sostenuti...e incomincia...ah vedo che ha fatto un esame da 8 di legislazione...e io...beh si è obbligatorio...e lui...no, so che la materia è obbligatoria, ma in tanti la fanno da 4...Signorina quanto ha preso a legislazione...io...30 e lode...lui prosegue...vedo che ha sostenuto anche 8 punti di storia delle tecniche artistiche...10 di museologia...ah...tra gli esami a scelta ha messo estetica...e io...ah si è l'ultimo esame che ho sostenuto...tra l'altro, professore, era un esame sull'estetica di Cesare Brandi...e lui...Cesare Brandi proprio lui, il fondatore dell'ICR?? e io...ma si certo...e lui...quanto ha preso signorina...e io...trenta e lode...ottimo signorina...senta ma a lei una tesi a metà fra la mia materia e legislazione non piacerebbe e io...(calcolate che la mia angoscia fondamentale era che sapevo che lui tendeva a dare tesi molto poco artistiche e tanto storiche...io all'idea di passare l'estate sul codice...Nauseato)...ma vediamo...e lui...vedendo che io non ero proprio entusiasta...ma lei...ha qualche proposta???e io...ma...si...in questi mesi oltre che studiare e concentrarmi sul tirocinio ho cercato di trovare un argomento e fare una piccola ricerca bibliografica...già durante il corso mi ero interessata al restauro dei frammenti teorizzato da brandi per la cappella Mazzatosta di Viterbo e in questi mesi di ricerche nella biblioteca dell'icr ho trovato interessante ed esemplare il caso della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna nella Chiesa degli Eremitani a Padova...l'11 marzo del 1944 un bombardamento distrusse gli affreschi e del loro restauro si occupò personalmente Cesare Brandi...da circa 2 anni il restauro è ripreso seguendo ovviamente il metodo brandiano, ma avvalendosi di strumenti tecnologici e informatici che Brandi non poteva conoscere. A quel punto il professore si è tipo trasfigurato, è impazzito...si è illuminato d'immenso...e ha incominciato "Signorina ,ma è un argomento bellissimo, che bella proposta, che bello che gli sia venuta questa idea e me la sia venuta a comunicare...allora le dico...assolutamente la facciamo laureare a Novembre...dobbiamo subito programmarci le ricerche...innanzitutto mi è capitato di lavorare con dei ragazzi che non per colpa loro, ma non sanno strutturare una tesi...per cui ho messo delle regole...è obbligatorio per dare la tesi con me leggere "come si scrive una tesi" di umberto eco...se lo compri subito e se lo legga in questo ponte...poi...lei quanto rimane ancora all'ICR...e io...circa un mesetto...e lui...oddio non c'è tempo...lei quando va alla sede di S. Pietro in vincoli...e io...giovedì 8...e lui...ottimo...verrò da lei e andiamo all'archivio fotografico e iniziamo le ricerche...cioè ma vi rendete conto!!!...poi mi ha detto che lui conosce i restauratori della cappella...Colalucci, Giantomassi, Zari...e che me li farà incontrareeee!!!! Lui si è gasato e fomentato una cifra...e io sto a 2000!!! Ci siamo salutati con lui che mi diceva...mi raccomando mi aspetto molto da lei, l'argomento è bellissimo e merita impegno! Sono uscita che saltellavooo!!!
Se ripenso all'incontro di Dicembre, all'inizio cercavo personalità di restauratori famosi legati a qualche restauro importante...poi la fissa di Assisi, che in realtà c'è ancora, ma per il momento l'ho accantonata...e poi la scoperta di questo percorso formidabile...sono stati 4 mesi di tanti dubbi, ma ne è valsa la pena!!!  
Ora mi aspetta un periodo di delirio, tra tesi, esami e corso per l'abilità informatica...ma...ce la voglio e ce la devo fareee!!
Ovviamente non posso non concludere questo intervento senza un pensiero a tutte le mie amichette dell'uni che tra luglio e novembre si laureano con me...ragazze...ce la faremooooooooo!!!!!!!!!